Villaggio Rupestre di Petruscio
Alle porte di Mottola, immerso nella spettacolare Gravina di Petruscio, si trova uno dei siti rupestri più straordinari di tutta la Puglia: il Villaggio Rupestre di Petruscio.
Un luogo che racconta oltre mille anni di storia, dove la mano dell’uomo ha trasformato la roccia in case, chiese, cisterne e passaggi sotterranei.
Petruscio è una vera e propria città nella pietra, un intreccio di sentieri e grotte che si affacciano sulla gravina, testimone della vita monastica e contadina tra l’Alto Medioevo e il Rinascimento.
Qui tutto parla di equilibrio tra uomo e natura, di un mondo silenzioso in cui la spiritualità si intrecciava al lavoro quotidiano.
Storia e insediamento umano
L’origine del villaggio risale all’VIII–IX secolo d.C., quando gruppi di monaci orientali in fuga dalle persecuzioni iconoclaste si rifugiarono in Puglia portando con sé la tradizione bizantina.
Scavarono nel tufo morbido della Murgia gli ambienti necessari alla vita: chiese, celle, laboratori e depositi.
Nel corso dei secoli, attorno ai nuclei monastici si svilupparono vere comunità rupestri, abitate anche da contadini e pastori.
Il villaggio restò attivo fino al XVI secolo, quando i mutamenti economici e il progressivo abbandono delle gravine portarono al declino della vita rupestre.
Oggi Petruscio è un sito archeologico e naturalistico di eccezionale importanza, visitabile con guide specializzate.


Architettura e organizzazione del villaggio
L’intero complesso si sviluppa lungo il versante della gravina, seguendo l’andamento naturale della roccia.
Le grotte sono disposte su più livelli e collegate da scale, passaggi e cunicoli scavati a mano.
Elementi principali:
- Abitazioni rupestri di varie dimensioni, alcune con focolare e giacigli.
- Chiesa di Sant’Angelo, luogo di culto principale del villaggio.
- Cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.
- Spazi comuni per la conservazione di alimenti e vino
- Nicchie votive e croci incise lungo i percorsi.
Estensione: oltre 200 ambienti ipogei censiti.
Curiosità: molte grotte conservano ancora tracce di fumo sulle volte, testimonianza dell’uso abitativo e agricolo fino al Cinquecento.
La Chiesa di Sant’Angelo
Nel cuore del villaggio si trova la Chiesa rupestre di Sant’Angelo, dedicata a San Michele Arcangelo, simbolo di protezione e forza spirituale.
Scavata nella pietra e illuminata da fessure naturali, è decorata da affreschi e incisioni bizantine che ne testimoniano il valore sacro.


Paesaggio naturale e biodiversità
Il Villaggio di Petruscio sorge in un ambiente naturale incontaminato, dove la vegetazione mediterranea si intreccia con la roccia.
La gravina ospita ulivi selvatici, lecci, corbezzoli e fichi d’India, oltre a una fauna tipica come falchi grillai, barbagianni e volpi.
Il contrasto tra la pietra chiara e il verde intenso rende l’area ideale per escursioni e fotografia naturalistica.
A Petruscio la pietra non divide, unisce:
ogni grotta è una storia, ogni segno è una preghiera.
