Villaggio Rupestre di Casalrotto
Immerso tra gli ulivi e le gravine della Murgia tarantina, a pochi chilometri da Mottola, sorge il suggestivo Villaggio Rupestre di Casalrotto, un antico insediamento monastico scavato nella roccia.
È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: le case, le chiese e i cunicoli rupestri raccontano la vita di uomini e donne che, tra il X e il XV secolo, scelsero di abitare la pietra.
Casalrotto è un perfetto esempio di villaggio rupestre autosufficiente, dove spiritualità e quotidianità convivevano in armonia.
I monaci pregavano nelle chiese ipogee, coltivavano i campi vicini e raccoglievano l’acqua piovana nelle cisterne scavate a mano.
Storia e insediamento umano
Il villaggio risale all’epoca bizantina, tra il IX e l’XI secolo, e prende il nome da un antico casale (“Casale Rupto”) sorto in prossimità del sito rupestre.
Fu abitato prima da monaci basiliani, poi da famiglie contadine, che trovarono nella roccia un riparo naturale e un modo di vivere sostenibile.
Nel corso dei secoli, Casalrotto divenne un punto di riferimento religioso per le comunità vicine, grazie alla presenza di due chiese straordinarie: la Chiesa Rupestre di San Nicola, celebre per i suoi affreschi bizantini, e la più sobria Chiesa di San Gregorio.
L’intero complesso rimase attivo fino al XVI secolo, quando le gravine vennero progressivamente abbandonate.


Architettura e organizzazione del villaggio
Casalrotto si sviluppa lungo le pareti di una gravina calcarenitica, con decine di ambienti ipogei distribuiti su più livelli.
Le grotte si affacciano su piccoli cortili e sono collegate da scale e cunicoli scavati nella roccia, che servivano sia da passaggi interni che da vie di fuga.
Elementi principali:
- Abitazioni rupestri con spazi separati per dormire e cucinare.
- Cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.
- Chiese ipogee con altari scolpiti nella pietra.
- Nicchie votive con affreschi e simboli religiosi.
- Ambienti di lavoro: magazzini, stalle e depositi agricoli.
Estensione complessiva: circa 150 ambienti ipogei documentati.
Curiosità: molte case rupestri presentano segni di riadattamento successivo: porte murate, archi aggiunti e solchi per travi in legno.
Chiesa Rupestre di San Nicola
La più famosa del complesso, è considerata una delle massime espressioni dell’arte bizantina rupestre in Puglia.
Le sue pareti sono decorate da affreschi del XII secolo, tra cui un maestoso Cristo Pantocratore e scene con santi e vescovi.
L’abside, scolpito nella roccia e orientato verso est, crea un effetto di luce naturale che esalta i colori ancora visibili.

Chiesa Rupestre di San Gregorio
Più sobria e raccolta, la Chiesa di San Gregorio rappresenta il volto contemplativo della vita monastica mottolese.
Sulle sue pareti restano tracce di affreschi devozionali e croci incise, segno di un culto semplice ma profondo.


Il paesaggio intorno
Il villaggio di Casalrotto è immerso in un paesaggio naturale tipicamente murgiano, tra ulivi secolari, mandorli e pareti di pietra dorata.
In primavera il sito si trasforma in un mosaico di colori, con il profumo del timo selvatico che accompagna il cammino tra le grotte.
La tranquillità del luogo e la semplicità della pietra rendono Casalrotto una meta ideale per chi cerca un’esperienza autentica, lontana dal turismo di massa.
A Casalrotto la pietra non è solo rifugio, è casa.
Ogni grotta custodisce il respiro di chi ha scelto il silenzio come libertà.
