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Storia di Mottola

Una città antica, tra la Murgia e il mare

Storia di Mottola: dalle origini a oggi

Arroccata a oltre 380 metri sul livello del mare, Mottola domina la valle che guarda verso il Golfo di Taranto.
Da secoli è conosciuta come la Spia dello Ionio, un punto d’osservazione privilegiato sulla Puglia più autentica.
Ma la sua posizione non è solo panoramica: è strategica, perché qui si sono incontrati popoli, culture e civiltà fin dai tempi più remoti.
La storia di Mottola è un viaggio che attraversa millenni di vita, dalla preistoria alla modernità, passando per l’età bizantina, il medioevo rupestre e l’età barocca.

Le origini preistoriche e messapiche

Le prime tracce di insediamento umano nel territorio mottolese risalgono al Neolitico (VI millennio a.C.).
Numerosi ritrovamenti archeologici — utensili, ceramiche, ossidiane e graffiti rupestri — testimoniano la presenza di comunità agricole e pastorali che abitavano le grotte naturali delle gravine.
Durante l’età del Bronzo e del Ferro, la zona fu abitata dai Messapi, popolazione pre-romana che occupava la Puglia meridionale.
I ritrovamenti di necropoli e mura megalitiche indicano che il colle di Mottola era già un centro fortificato, ideale per il controllo del territorio e delle vie di comunicazione verso lo Ionio.

Curiosità: il nome “Mottola” deriva dal latino motta, che significa “altura fortificata” o “collina difensiva”.

L’età romana

Con la conquista romana (III secolo a.C.), Mottola divenne parte dell’ager tarentinus, il territorio agricolo controllato da Taranto, importante colonia romana.
L’area continuò a prosperare grazie alle fertili pianure e alle vie commerciali che collegavano la costa ionica con la Murgia interna.
Resti di ville rustiche, cisterne e strade basolate testimoniano la presenza di un’economia agricola sviluppata, basata su olio, vino e cereali.

 Approfondimento: alcuni tratti di strada antica, ancora visibili nelle campagne mottolesi, seguivano il percorso della via Appia Traiana.

L’età bizantina e la nascita della civiltà rupestre

Tra il VI e l’XI secolo, sotto la dominazione bizantina, Mottola divenne uno dei principali centri della cosiddetta “civiltà rupestre”.
Monaci basiliani provenienti dall’Oriente si rifugiarono nelle gravine, scavando chiese e villaggi rupestri dedicati al culto cristiano, come Petruscio e Casalrotto.
Queste comunità religiose portarono con sé la lingua greca, l’arte bizantina e la liturgia orientale, lasciando un’impronta profonda nella cultura mottolese.
Gli affreschi delle chiese rupestri, con i loro volti solenni e i colori naturali, restano tra le testimonianze più preziose di quell’epoca.

Luoghi simbolo: Chiesa Rupestre di San Nicola, Chiesa di Sant’Angelo, Villaggio di Petruscio.

Il Medioevo e la città fortificata

Nel Medioevo, Mottola si trasformò da villaggio rupestre a borgo fortificato.
Grazie alla posizione dominante, fu dotata di mura, torri e porte d’accesso per difendersi dalle incursioni saracene.
Attorno alla cinta muraria nacquero le prime case, le botteghe e la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, simbolo della nuova Mottola urbana.
Con il passaggio sotto i Normanni e gli Svevi, la città si consolidò come centro amministrativo e religioso.
Durante il regno di Federico II di Svevia, il territorio mottolese divenne parte integrante della grande rete difensiva della Murgia, insieme a Massafra, Laterza e Castellaneta.

Episodio storico: nel 1198 Mottola ottenne privilegi ecclesiastici, diventando sede di un’importante parrocchia sotto la diocesi di Castellaneta.

Età moderna e dominio baronale

In questo periodo il borgo si arricchì di palazzi signorili, conventi e opere d’arte sacra, molte delle quali ancora visibili nel centro storico.
L’economia si basava sull’agricoltura, la pastorizia e la produzione di olio e vino, ma la vita quotidiana era scandita anche dalle feste religiose e dalle tradizioni popolari che hanno plasmato l’identità mottolese fino a oggi.

Luoghi da visitare: Palazzo Marchesale, Chiesa del Carmine, antichi frantoi ipogei.

Dall’Unità d’Italia a oggi

Dopo l’Unità d’Italia (1861), Mottola visse un periodo di trasformazione sociale e urbanistica.
La città si espanse oltre le mura medievali, mantenendo però intatto il fascino del centro storico.
Nel corso del Novecento, l’agricoltura si modernizzò e si svilupparono nuove attività legate all’artigianato e ai servizi.
Oggi Mottola è una città viva, punto d’incontro tra tradizione e innovazione, che ha saputo valorizzare il proprio patrimonio storico e naturale diventando meta turistica e culturale di eccellenza.

Episodio storico: nel 1198 Mottola ottenne privilegi ecclesiastici, diventando sede di un’importante parrocchia sotto la diocesi di Castellaneta.

Chi guarda Mottola dal mare vede una collina, chi la guarda dal borgo vede la storia scolpita nella pietra.

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